Cannabis sativa L. è la specie vegetale che comprende la canapa e la cannabis ad uso stupefacente. Nell’uso comune, «sativa» indica anche piante alte a foglie strette. Gli studi genetici mostrano che queste etichette corrispondono solo in parte alla discendenza di una pianta, quindi i cannabinoidi vanno misurati. Gli oli Formula Swiss sono prodotti con canapa coltivata in Svizzera.
Dati chiave
- Classificazione
- Una specie di pianta da fiore della famiglia delle Cannabaceae. Comprende la canapa e la cannabis ad uso stupefacente.
- Dove si trova
- È originaria dell’Asia centrale ed è oggi coltivata in tutto il mondo. La canapa è coltivata in tutta Europa per fibra, semi ed estratti.
- Stato giuridico
- Dipende dal contenuto di THC della pianta e dalla legge nazionale. Le varietà di canapa a basso THC possono essere coltivate legalmente nell’UE a determinate condizioni.
- Nei prodotti Formula Swiss
- Sì. I nostri oli sono prodotti con canapa (Cannabis sativa L.) coltivata in Svizzera secondo principi biologici ed estratta con CO₂.
Questa specie attira da tempo l'attenzione per la sua adattabilità, le sue caratteristiche di crescita e la varietà dei suoi impieghi, da quelli agricoli a quelli industriali.
La canapa dei nostri oli è Cannabis sativa, coltivata in Svizzera in diverse varietà secondo principi biologici, indoor, outdoor e in serra. L'estratto è ottenuto con l'estrazione a CO₂.
In questo articolo voglio offrire un'introduzione dettagliata ma accessibile alla Cannabis sativa. Che tu sia alle prime armi o voglia ampliare le tue conoscenze, le sezioni seguenti ne trattano la storia, la struttura, il profilo chimico e gli usi attuali.
Preferisci guardare invece di leggere? Questo video riassume i punti chiave dell'articolo:
Punti chiave
- Cannabis sativa è l'unica specie che comprende sia la canapa sia la cannabis di tipo stupefacente; "sativa" è anche un'etichetta per piante alte con foglie strette.
- Fu domesticata per la prima volta in Asia orientale all'inizio del Neolitico e da allora è coltivata per fibra, semi e uso rituale.
- La sua adattabilità le permette di crescere in un'ampia gamma di climi in tutto il mondo.
- Le etichette sativa e indica non prevedono in modo affidabile il contenuto di THC o CBD.
Conoscere la Cannabis sativa
La maggior parte dei botanici considera la Cannabis un'unica specie variabile, Cannabis sativa L.; indica e ruderalis sono di solito classificate come sue sottospecie o varietà (McPartland e Small, 2020).
Il sequenziamento del genoma di 110 piante di tutto il mondo ha mostrato che la Cannabis sativa fu domesticata per la prima volta in Asia orientale all'inizio del Neolitico e che tutte le attuali cultivar di canapa e di tipo stupefacente discendono da quel patrimonio genetico ancestrale (Ren et al., 2021). Da allora si è diffusa in tutto il mondo grazie alla sua adattabilità a climi diversi e alla varietà dei suoi usi.
La Cannabis sativa è nota per la crescita alta, le foglie sottili e il lungo ciclo di fioritura. Storicamente è stata usata per molti scopi, tra cui pratiche spirituali, tessuti e come fonte di semi e fibra. Oggi resta una pianta di interesse per l'uso industriale e per la coltivazione in condizioni ambientali diverse.
Storia della Cannabis sativa
La storia della Cannabis sativa è varia quanto i suoi usi. Le testimonianze storiche, come riportato sulla rivista iScience, mostrano che la Cannabis sativa è coltivata da migliaia di anni. Nell'antichità veniva coltivata per la fibra, usata per produrre tessuti, mentre i semi erano usati come alimento.
In India la cannabis fa parte delle pratiche spirituali da migliaia di anni. Raggiunse l'Europa in epoca preistorica: i reperti archeobotanici mostrano un uso umano in tutta l'Eurasia già nell'età del bronzo (Long et al., 2017). Nel Medioevo la canapa era una coltura fondamentale in Europa per fibra, corde, abiti, carta e vele.

Era nota anche per i suoi effetti psicoattivi. Nel XIX secolo la Cannabis sativa arrivò nelle Americhe, dove le sue proprietà psicoattive attirarono l'attenzione. In tempi recenti la sua natura psicoattiva ha suscitato sia un interesse crescente sia un acceso dibattito.
Gli effetti psicoattivi della Cannabis sativa sono dovuti principalmente a un composto chiamato tetraidrocannabinolo (THC). Non tutte le piante di Cannabis sativa, però, contengono quantità significative di THC.
Alcune varietà, spesso chiamate canapa, sono state sviluppate per contenere pochissimo THC e sono ampiamente usate a scopo industriale, per esempio per la produzione di fibra, carta e biocarburanti.
Nonostante la sua lunga storia, la Cannabis sativa è stata soggetta a controlli severi in molte regioni a causa delle sue proprietà psicoattive. Le prospettive stanno cambiando gradualmente e alcuni paesi hanno modificato il loro approccio alla luce delle nuove applicazioni.
Caratteristiche fisiche della Cannabis sativa
La Cannabis sativa è una pianta annuale che all'aperto raggiunge di solito un'altezza di 2–4 metri. Ha una struttura aperta e ramificata, con foglie lunghe e strette disposte a coppie opposte lungo il fusto. Le foglie sono di solito verdi ma possono avere toni viola o bronzo.

I fiori sono piccoli e si sviluppano in grappoli lungo il fusto. Sono noti per il loro aroma pungente e contengono livelli variabili di cannabinoidi. La struttura della Cannabis sativa è adatta alla coltivazione nei climi più caldi, dove la stagione di crescita è più lunga.
Queste piante hanno un ciclo di fioritura più lungo rispetto ad altre specie di cannabis e all'aperto richiedono di solito da 60 a 90 giorni per fiorire. In ambienti interni controllati questo periodo può essere più breve. La Cannabis sativa è spesso nota per la sua resa elevata.
La pianta produce numerose infiorescenze, raccolte per il loro contenuto di cannabinoidi. Queste infiorescenze tendono a essere meno compatte ma più grandi e numerose rispetto a quelle di altre specie.
Composizione chimica della Cannabis sativa
Come tutte le piante di cannabis, la Cannabis sativa contiene diversi composti chimici. Tra i più noti ci sono i cannabinoidi, che interagiscono con il sistema endocannabinoide.
Il cannabinoide più noto è il THC (tetraidrocannabinolo), associato agli effetti psicoattivi. La Cannabis sativa contiene anche altri cannabinoidi, come il CBD (cannabidiolo), che non produce effetti psicoattivi.
La cannabis ad alto contenuto di THC può causare ansia, irrequietezza e battito cardiaco accelerato, e l'uso regolare sviluppa tolleranza.
Oltre ai cannabinoidi, la Cannabis sativa contiene terpeni. Questi composti aromatici sono responsabili del suo profumo caratteristico e sono presenti anche in molte altre piante.

I terpeni contribuiscono a definire le caratteristiche delle diverse varietà di Cannabis sativa. Alcuni sono associati a profumi o profili aromatici particolari.
L'interazione tra cannabinoidi e terpeni viene talvolta chiamata "effetto entourage", un concetto che descrive come più composti presenti insieme possano influenzarsi a vicenda.
Osservazioni sulla Cannabis sativa
Alcuni descrivono le varietà sativa come dotate di un profilo più stimolante. Nessuna prova affidabile dimostra che l'etichetta preveda gli effetti; questi dipendono soprattutto dal contenuto misurato di THC e CBD e dalla quantità usata.
Le varietà sativa con livelli più alti di CBD vengono spesso selezionate per diverse caratteristiche non inebrianti. Il CBD ha attirato attenzione per le sue possibili applicazioni, ma le prove attuali sono limitate e gli eventuali benefici restano da valutare.
I risultati possono dipendere da diversi fattori, come la varietà scelta, la quantità usata e la variabilità individuale. Per questo si raccomanda di consultare professionisti qualificati prima di valutarne l'uso per qualsiasi problema specifico.
Cannabis sativa, Cannabis indica e Cannabis ruderalis a confronto
Cannabis sativa e Cannabis indica sono i due nomi più noti all'interno del genere cannabis. Si distinguono comunemente per il modo di crescere e per le preferenze generali di chi le usa.
I tipi sativa sono spesso descritti come più energizzanti, mentre le varietà indica sono in genere considerate più rilassanti. Queste classificazioni si basano sull'uso tradizionale e su resoconti aneddotici piuttosto che su prove scientifiche definitive.
| Caratteristica | Tipo sativa | Tipo ruderalis | Tipo indica |
|---|---|---|---|
| Origine | Tipi stupefacenti dall'Asia meridionale; canapa domesticata per la prima volta in Asia orientale | Piante selvatiche dell'Asia centrale e della Russia | Afghanistan e Asia centrale limitrofa |
| Dimensioni della pianta | Alta, spesso 2–4 metri | Bassa, in genere 30–76 cm | Più bassa, raramente oltre 2 metri |
| Foglie | Foglioline lunghe e strette | Foglioline piccole, verde chiaro | Foglioline larghe, verde scuro |
| Fioritura | Più lunga, indotta dall'accorciarsi delle giornate | Autofiorente, in gran parte indipendente dalla durata del giorno | Più breve, indotta dall'accorciarsi delle giornate |
| THC e CBD | Non prevedibili dall'etichetta; vanno misurati | ||
| Usi tipici | Cultivar da fibra, da seme e di tipo stupefacente | Selezione di varietà autofiorenti | Cultivar di tipo stupefacente e selezione |
Le etichette commerciali "sativa" e "indica" corrispondono solo vagamente all'ascendenza di una pianta, e i nomi delle varietà spesso non riflettono la reale identità genetica (Sawler et al., 2015). Le etichette seguono più alcuni geni dell'aroma che la chimica complessiva (Watts et al., 2021). Tra le varietà tradizionali locali, i tipi "Sativa" dell'Asia meridionale tendono ad avere un rapporto THC/CBD di 7 o più e i tipi "Indica" afghani un rapporto più basso (McPartland e Small, 2020). Il contenuto di THC e CBD di una determinata pianta va comunque misurato.
È importante però ricordare che si tratta di generalizzazioni. Il profilo reale di una specifica varietà può variare molto. Molte varietà disponibili sono ibridi, ottenuti da piante sativa e indica, e presentano una combinazione di caratteristiche.
Varietà ibride
Le varietà ibride nascono dall'incrocio di piante indica e sativa. Sono selezionate per esprimere tratti di ciascuna varietà parentale e possono presentare un insieme di qualità. Questi ibridi possono essere a dominanza indica o sativa, oppure collocarsi a metà strada.

L'obiettivo nella creazione di varietà ibride è spesso bilanciare caratteristiche associate a entrambe le specie. Per esempio, chi seleziona la canapa punta a un THC basso e a un particolare profilo di cannabinoidi, come un CBD più alto.
Le varietà ibride sono anche spesso scelte in contesti in cui interessano specifiche combinazioni di cannabinoidi, in particolare quando si desiderano più tratti della pianta.
Coltivazione della Cannabis sativa
Le piante di Cannabis sativa sono in genere più adatte alle regioni calde con stagioni di crescita lunghe. Per prosperare hanno bisogno di molta luce e di un calore costante. Rispetto alle piante indica, le varietà sativa hanno un ciclo di fioritura più lungo e spesso raggiungono altezze notevoli.
Per le loro dimensioni, le piante sativa si avvantaggiano di spazi ampi, il che le rende più adatte alla coltivazione all'aperto. Con le tecniche giuste e il controllo dell'ambiente, però, è possibile anche la coltivazione indoor.
I coltivatori devono tener conto di esigenze specifiche come una maggiore esposizione alla luce, condizioni calde e umide e un terreno ben drenato. Soddisfare queste esigenze può portare a un raccolto abbondante, soprattutto se le piante vengono curate in modo adeguato.
Domande frequenti
Cos'è la Cannabis sativa?
La Cannabis sativa è una specie vegetale della famiglia delle Cannabaceae. Comprende sia la canapa a basso THC, coltivata per fibra, semi e CBD, sia la cannabis di tipo stupefacente coltivata per il THC.
La canapa è Cannabis sativa?
Sì. La canapa e la cannabis di tipo stupefacente appartengono alla stessa specie. La canapa è selezionata per avere poco THC; secondo le norme agricole dell'UE il suo contenuto di THC non può superare lo 0,3%. Sull'intero genoma, la canapa si distingue dalla marijuana (Sawler et al., 2015). Scopri la differenza tra cannabis, marijuana e canapa.
Ha più CBD la sativa o l'indica?
L'etichetta non può dirlo. I nomi commerciali sativa e indica non prevedono in modo affidabile il contenuto di THC o CBD (Sawler et al., 2015; Watts et al., 2021); può farlo solo una misurazione di laboratorio.
L'etichetta sativa permette di prevedere gli effetti?
Nessuna prova affidabile lo dimostra. Gli effetti dipendono soprattutto dal contenuto misurato di THC e CBD e dalla quantità usata.
Quanto tempo impiega a crescere la Cannabis sativa?
La durata della crescita della Cannabis sativa dipende dalla varietà specifica e dalle condizioni di coltivazione. In genere la pianta impiega da 10 a 16 settimane per giungere a maturità.
Di quali condizioni ambientali ha bisogno la Cannabis sativa?
La Cannabis sativa cresce meglio in un ambiente caldo, con temperature diurne tra 21 e 29 °C e un terreno ben drenato, da leggermente acido a neutro.
Quali parassiti e malattie colpiscono la Cannabis sativa?
La Cannabis sativa può essere attaccata da parassiti come ragnetti rossi, afidi e moscerini dei funghi. Tra le malattie più comuni ci sono l'oidio e la muffa grigia. Buone pratiche di coltivazione e igiene sono fondamentali per gestire questi problemi.
Questo articolo offre informazioni generali sulla scienza della cannabis. Non fa affermazioni sugli effetti dei prodotti Formula Swiss, venduti come cosmetici per uso cutaneo, e non costituisce un parere medico. Leggi la nostra esclusione di responsabilità completa.
Ultima revisione:
Fonti
- Ren G, et al. Large-scale whole-genome resequencing unravels the domestication history of Cannabis sativa. Science Advances 2021. PMID 34272249
- McPartland JM, Small E. A classification of endangered high-THC cannabis (Cannabis sativa subsp. indica) domesticates and their wild relatives. PhytoKeys 2020. PMID 32296283
- Sawler J, et al. The genetic structure of marijuana and hemp. PLoS One 2015. PMID 26308334
- Watts S, et al. Cannabis labelling is associated with genetic variation in terpene synthase genes. Nature Plants 2021. PMID 34650264
- Long T, et al. Cannabis in Eurasia: origin of human use and Bronze Age trans-continental connections. Vegetation History and Archaeobotany 2017. doi:10.1007/s00334-016-0579-6
- Hussain T, et al. Cannabis sativa research trends, challenges, and new-age perspectives. iScience 2021. PMID 34841230
- European Commission. Hemp. Agriculture and rural development