Il CBD può ridurre lo stress

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Il CBD può ridurre lo stress

Lo stress è una delle ragioni per le quali tante persone sostengono l'uso della cannabis, dichiarando che la pianta li aiuta a rilassarsi alla fine di una giornata difficile, contribuisce a riposare nei casi di carenza di sonno e riduce i livelli di malessere. Non solo, un rapporto recente ha scoperto che i consumatori abituali di cannabis hanno una reazione di pressione più bassa quando vengono sottoposti a una situazione stressante, in contrasto con le persone che non assumono cannabis, e il disturbo post traumatico da stress (PTSD) viene progressivamente percepito come un obiettivo correttivo per la cannabis riparativa.

La ragione per cui la cannabis e la diminuzione dello stress vanno di pari passo come un'unità inseparabile risulta evidente quando si pensa all'indispensabile connessione tra i segmenti dinamici della pianta e quelli del sistema endocannabinoide (ECS) del corpo. Noi, come tutti i diversi vertebrati, abbiamo un'immensa distribuzione di recettori cannabinoidi eccezionali e neurotrasmettitori chiamati endocannabinoidi. Insieme si muovono come un controllore omeostatico, con il compito di trasmettere la compensazione e rassicurare tutte le strutture del nostro essere vivente. Nella remota possibilità che si individui un movimento eccessivo o insufficiente, la struttura degli endocannabinoidi si attiva per riportarla ancora una volta in armonia.

Siccome il CBD non possiede una parzialità di accoppiamento con i recettori CB1, non è ritenuto in grado di influenzare il movimento degli endocannabinoidi in modo indistinguibile dal THC. A dire la verità si pensa che il CBD neutralizzi realmente il suo impatto psicoattivo. In ogni caso, ostacolando la generazione di FAAH, la sostanza chimica incaricata di separare l'endocannabinoide anandamide, il CBD è comunemente riconosciuto per tonificare l'ECS, aumentando la nostra capacità di adattamento alla pressione. Non solo, i ricercatori pensano che il CBD serva per diminuire il nervosismo, grazie alla capacità del cannabinoide di attuare in modo incompleto i recettori della serotonina 5HT1a. 

Il CBD abbassa la pressione sanguigna

In ogni caso, cosa succede se una pressione continua e un' irritazione hanno appena unito le loro forze contro le nostre vene creando aterosclerosi - una condizione in cui si solidificano e si limitano? L'ipertensione ha la tendenza ad esserne il risultato, ed è un effetto collaterale esemplare di pressione costante. Ancora una volta, il CBD si pone in primo piano come metodo specifico per abbattere il nostro sforzo circolatorio.

In occasione dell'attuale International Cannabinoid Research Society Symposium di Montreal, la professoressa Saoirse O'Sullivan, membro associato dell'Università di Nottingham, ha presentato il suo studio che illustra come una misurazione solitaria del CBD possa diminuire il battito cardiaco nelle persone. A nove volontari sani sono stati somministrati 600 mg di CBD in un esame ibrido, randomizzato, con falso trattamento controllato, con bende sugli occhi. Ha scoperto che controllando il CBD "si diminuisce la BP a riposo (circolatorio) e l'incremento de BP preoccupa le persone, in relazione con la frequenza cardiaca incrementata (frequenza cardiaca)". O'Sullivan ipotizza che questa diminuzione dell'impulso potrebbe essere opzionale al CBD contro l'impatto sul nervosismo e suggerisce che il CBD influisce in modo inibitorio sul pezzo di sistema sensoriale che stimola la risposta o la reazione, "mantenendo così un incremento della circolazione e della resa cardiovascolare".
Questa è una ricerca principale nel suo genere, che dimostra che il CBD abbassa le pulsazioni polso nei soggetti umani, e ciò senza dubbio confermerà ulteriori esami sul CBD come un punto focale per le malattie coronariche.

A questo punto sembrerebbe allora che il CBD possa calmare le acque delle nostre vite agitate, sia come misura deterrente sia per contrastare gli impatti che la pressione a lungo termine esercita sul nostro corpo e sulla nostra psiche.

Riferimenti

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5470879/
http://www.nhs.uk/Conditions/Atherosclerosis/Pages/Introduction.aspx
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2697769/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3797438/


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