Il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) è il principale cannabinoide psicoattivo della cannabis: è la sostanza che dà lo "sballo". Agisce soprattutto sui recettori CB1 del cervello e può alterare umore, memoria, attenzione e coordinazione. È uno degli oltre 100 cannabinoidi della pianta; il CBD, al contrario, non è inebriante.
In sintesi
- Significato della sigla
- THC sta per tetraidrocannabinolo; la forma principale nella cannabis è il delta-9-THC
- Formula chimica
- C21H30O2, massa molare circa 314,5 g/mol (PubChem, consultato a ottobre 2026)
- Scoperta
- Isolato e descritto da Yehiel Gaoni e Raphael Mechoulam nel 1964
- Come agisce
- Attiva i recettori dei cannabinoidi CB1, molto presenti nel cervello
- Nella pianta
- La pianta produce THCA, non inebriante; il calore lo trasforma in THC
- Canapa nell'UE (a ottobre 2026)
- Per gli aiuti della PAC le varietà di canapa coltivate non devono superare lo 0,3% di THC (Reg. UE 2021/2115)
THC: cos'è e cosa significa?
THC è la sigla di tetraidrocannabinolo. Il nome completo della molecola più nota è delta-9-tetraidrocannabinolo (Δ9-THC), per distinguerla da isomeri come il delta-8-THC. Quando si parla di "THC" nella cannabis, nei test antidroga o sulle etichette, si intende quasi sempre il delta-9-THC.
Il THC è un cannabinoide, cioè uno dei composti prodotti dalla pianta di cannabis. È quello che si lega più fortemente ai recettori CB1 del cervello, ed è per questo che la cannabis ricca di THC ha effetti psicoattivi. La canapa industriale, invece, è selezionata per contenerne molto poco. L'elenco dei cannabinoidi mostra dove si colloca rispetto a CBD, CBG, CBN e gli altri.
Qual è la formula chimica del THC?
Il THC ha formula C21H30O2 e una massa molare di circa 314,5 g/mol (PubChem). Il CBD ha esattamente la stessa formula: le due molecole hanno gli stessi atomi disposti in modo diverso. Nel THC una parte della molecola è chiusa in un anello in più (un anello piranico), mentre nel CBD quell'anello è aperto. Questa differenza di struttura cambia il modo in cui le molecole si legano ai recettori.

La struttura del THC fu pubblicata nel 1964 da Gaoni e Mechoulam, che lo isolarono dall'hashish. La nostra guida sulla storia del THC racconta come si arrivò a quella scoperta.
Come agisce il THC nel corpo?
Il THC agisce attraverso il sistema endocannabinoide, una rete di segnalazione fatta di recettori, sostanze prodotte dal corpo (gli endocannabinoidi) ed enzimi. I recettori CB1 sono i più diffusi nel sistema nervoso centrale; i CB2 si trovano soprattutto nelle cellule del sistema immunitario (Zou e Kumar, 2018).
Il THC attiva i recettori CB1 nelle aree del cervello legate a memoria, umore, percezione del tempo e coordinazione. Da qui vengono gli effetti tipici della cannabis. Il sistema endocannabinoide è spiegato più nel dettaglio nella nostra guida.
Da dove viene il THC nella pianta?
La cannabis non produce direttamente THC. Produce THCA (acido tetraidrocannabinolico), che non è inebriante. Il calore, per esempio fumando, vaporizzando o riscaldando l'estratto, toglie alla molecola un gruppo carbossilico e trasforma il THCA in THC; la velocità di questa conversione dipende da temperatura e tempo (Wang et al., 2016). Per questo i laboratori riportano spesso il "THC totale", che somma il THC e il THC che si può formare dal THCA. Approfondisci in Cos'è il THCA?
Quali sono gli effetti del THC?
Gli effetti dipendono dalla quantità, dal modo d'uso e dalla persona. Gli studi controllati descrivono:
- Memoria e attenzione: in uno studio in doppio cieco, 15 mg di THC per bocca hanno peggiorato la memoria esplicita nel momento di picco nel sangue, circa due ore dopo la dose (Curran et al., 2002). Una revisione sistematica conferma che apprendimento verbale, memoria e attenzione sono le funzioni più colpite dall'uso acuto e cronico (Broyd et al., 2016).
- Ansia e paranoia: le reazioni d'ansia e gli attacchi di panico sono i sintomi acuti più spesso associati alla cannabis (Crippa et al., 2009). In uno studio controllato con placebo, il THC per via endovenosa ha aumentato i pensieri paranoici (Freeman et al., 2015).
- Psicosi: in uno studio europeo su 901 pazienti al primo episodio psicotico, l'uso quotidiano di cannabis era associato a un rischio circa tre volte maggiore rispetto a chi non ne aveva mai fatto uso, e quasi cinque volte maggiore con cannabis ad alta potenza (THC pari o superiore al 10%) (Di Forti et al., 2019).
- Effetti fisici comuni: bocca secca, occhi arrossati e battito accelerato.
Non guidare e non usare macchinari dopo aver assunto THC.
Che differenza c'è tra THC e CBD?
THC e CBD hanno la stessa formula ma effetti molto diversi. In breve:
| THC | CBD | |
|---|---|---|
| Nome completo | Delta-9-tetraidrocannabinolo | Cannabidiolo |
| Formula | C21H30O2 | C21H30O2 |
| Fa sballare? | Sì | No |
| Recettore CB1 | Lo attiva | Non lo attiva; in esperimenti su cellule ne riduce l'attivazione |
| Potenziale di dipendenza | Sì, con uso frequente | Nessun segno nell'uomo secondo l'OMS (2018) |
| Dove prevale | Cannabis selezionata per il THC | Canapa industriale |
Il confronto completo, con la domanda "il CBD fa sballare?", è nella guida CBD vs THC. Per sapere cos'è il CBD, leggi Che cos'è il CBD (cannabidiolo)?
Che cos'è l'olio di THC?
Con "olio di THC" si intende di solito un estratto di cannabis ricco di THC diluito in un olio. Non va confuso con l'olio di CBD da canapa, che contiene CBD e solo tracce di THC o nessuna. La differenza è spiegata in Che cos'è l'olio di THC?
Per quanto tempo il THC resta nel corpo?
Dipende da quanto spesso e quanto se ne usa e dal tipo di test. Dopo un uso occasionale, i test delle urine di solito sono positivi per pochi giorni. In 86 consumatori cronici seguiti in astinenza controllata, il tempo medio di eliminazione è stato di 27 giorni, e in alcuni sono serviti fino a 77 giorni per scendere stabilmente sotto la soglia del test (Ellis et al., 1985). Cosa significa per i prodotti al CBD è spiegato nella guida CBD e test antidroga.
Il THC dà dipendenza?
Sì, può darla. In un ampio studio statunitense, la probabilità cumulativa di passare dall'uso alla dipendenza è stata dell'8,9% per la cannabis, contro il 22,7% per l'alcol e il 67,5% per la nicotina (Lopez-Quintero et al., 2011). Il rischio cresce con l'uso frequente.
Dalla nostra produzione
Non vendiamo HHC né altri cannabinoidi inebrianti, e non vendiamo prodotti a base di THCA che si trasformano in THC quando vengono riscaldati. Testiamo ogni lotto in Svizzera, dal 2013 nessun lotto ha mai fallito un test, e su ogni etichetta il THC è stampato con due decimali.
— Robin Roy Krigslund-Hansen, co-fondatore e CEO
Domande frequenti
Cos'è il THC?
Il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo) è il principale cannabinoide psicoattivo della cannabis. Attiva i recettori CB1 del cervello e per questo dà lo "sballo". È uno degli oltre 100 cannabinoidi della pianta.
Cosa significa THC?
THC è la sigla di tetraidrocannabinolo. Quasi sempre si intende il delta-9-THC, la forma principale nella cannabis, da non confondere con isomeri come il delta-8-THC.
Qual è la formula chimica del THC?
C21H30O2, con una massa molare di circa 314,5 g/mol. Il CBD ha la stessa formula, ma gli atomi sono disposti in modo diverso: nel THC una parte della molecola forma un anello chiuso.
Il THC dà dipendenza?
Sì. In un ampio studio statunitense circa il 9% delle persone che usavano cannabis ha sviluppato dipendenza nel corso della vita (Lopez-Quintero et al., 2011). Il rischio aumenta con l'uso frequente.
Per quanto tempo il THC resta nelle urine?
Dopo un uso occasionale di solito pochi giorni. Nei consumatori cronici il tempo medio è stato di 27 giorni, fino a 77 giorni in alcuni casi (Ellis et al., 1985).
Qual è la differenza tra THC e CBD?
Hanno la stessa formula ma una struttura diversa. Il THC attiva i recettori CB1 e fa sballare; il CBD non è inebriante e, secondo l'OMS, non mostra potenziale di abuso o di dipendenza nell'uomo.
Guide correlate
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Fonti
- Gaoni Y, Mechoulam R. Isolation, structure, and partial synthesis of an active constituent of hashish. J Am Chem Soc 1964;86(8):1646–1647. doi:10.1021/ja01062a046
- PubChem. Tetrahydrocannabinol (CID 16078). National Library of Medicine. Consultato il 6 ottobre 2026.
- Zou S, Kumar U. Cannabinoid receptors and the endocannabinoid system: signaling and function in the central nervous system. Int J Mol Sci 2018;19(3):833. PMID 29533978
- Wang M, et al. Decarboxylation study of acidic cannabinoids: a novel approach using ultra-high-performance supercritical fluid chromatography/photodiode array-mass spectrometry. Cannabis Cannabinoid Res 2016;1(1):262–271. PMID 28861498
- Curran HV, et al. Cognitive and subjective dose-response effects of acute oral Δ9-tetrahydrocannabinol (THC) in infrequent cannabis users. Psychopharmacology 2002. PMID 12373420
- Broyd SJ, et al. Acute and chronic effects of cannabinoids on human cognition: a systematic review. Biol Psychiatry 2016. PMID 26858214
- Crippa JA, et al. Cannabis and anxiety: a critical review of the evidence. Hum Psychopharmacol 2009. PMID 19693792
- Freeman D, et al. How cannabis causes paranoia: using the intravenous administration of Δ9-tetrahydrocannabinol (THC) to identify key cognitive mechanisms leading to paranoia. Schizophr Bull 2015. PMID 25031222
- Di Forti M, et al. The contribution of cannabis use to variation in the incidence of psychotic disorder across Europe (EU-GEI): a multicentre case-control study. Lancet Psychiatry 2019;6(5):427–436. doi:10.1016/S2215-0366(19)30048-3
- Ellis GM Jr, et al. Excretion patterns of cannabinoid metabolites after last use in a group of chronic users. Clin Pharmacol Ther 1985. PMID 3902318
- Lopez-Quintero C, et al. Probability and predictors of transition from first use to dependence on nicotine, alcohol, cannabis, and cocaine (NESARC). Drug Alcohol Depend 2011. PMID 21145178
- WHO Expert Committee on Drug Dependence. Cannabidiol (CBD): critical review report. Ginevra, 2018.
- Regolamento (UE) 2021/2115, articolo 4, paragrafo 4. EUR-Lex.