Il database CosIng dell’UE include ora una voce per il CBD naturale

18/08/2023
EU CosIng Database now includes entry for natural CBD

In passato abbiamo già scritto del successo della nostra associazione di settore paneuropea, la European Industrial Hemp Association (EIHA.org), spiegando come l’EIHA abbia proposto modifiche al database CosIng nell’ottobre 2019 e come la Commissione europea abbia poi aggiornato il database, un aggiornamento che all’epoca descrivemmo come la piena legalizzazione del Cannabis Sativa Leaf Extract nei prodotti cosmetici in tutti gli Stati membri dell’UE. CosIng, tuttavia, ha finalità informative e nessun valore giuridico: solo il Regolamento (CE) n. 1223/2009 e i relativi allegati stabiliscono se, e a quali condizioni, determinate sostanze possono essere utilizzate nei prodotti cosmetici.

Le implicazioni positive della modifica del database CosIng nell’ottobre 2019

Il nostro obiettivo è che tutti i nostri prodotti contenenti CBD siano notificati come cosmetici nel portale CPNP (Cosmetic Products Notification Portal), come previsto per i cosmetici dal Regolamento (CE) n. 1223/2009, e che non siano commercializzati come alimenti.

Formula Swiss intende rispettare la posizione espressa nel Novel Food Catalogue della Commissione europea ed essere una delle aziende del CBD in Europa che lo fanno. Nel gennaio 2019 la voce del catalogo relativa ai cannabinoidi è stata aggiornata per considerare gli estratti di Cannabis sativa L. contenenti cannabinoidi come nuovi alimenti (novel food), sebbene il catalogo sia uno strumento di orientamento non vincolante basato sulle informazioni fornite dagli Stati membri dell’UE.

Le implicazioni della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea nella causa francese C-663/18 (caso Kanavape)

Nel novembre 2020 la Corte di giustizia dell’Unione europea, con sede a Lussemburgo, ha pubblicato il comunicato stampa n. 141/20 sulla sentenza relativa alla causa francese C-663/18. Abbiamo illustrato gli importanti cambiamenti che ne derivano in questo articolo.

La causa riguarda due ex dirigenti di una società che distribuiva in Francia olio da svapo al CBD per sigarette elettroniche. Il CBD era prodotto nella Repubblica Ceca a partire da piante di canapa legali ed estratto dall’intera biomassa vegetale, comprese le foglie e i fiori della cannabis.

Nella propria sentenza, la Corte dichiara che il diritto dell’UE, in particolare le disposizioni sulla libera circolazione delle merci tra gli Stati membri dell’UE (di cui non fanno parte la Norvegia e la Svizzera), osta a una normativa nazionale come quella in questione, a meno che tale normativa non sia idonea a tutelare la salute pubblica e non vada oltre quanto necessario a tal fine.

La Corte ha osservato che le disposizioni sulla libera circolazione delle merci all’interno dell’Unione europea (articoli 34 e 36 TFUE) sono applicabili, poiché il CBD oggetto del procedimento principale non può essere considerato uno «stupefacente».

Nei due mesi circa trascorsi da novembre 2020, la sentenza della CGUE ha, a nostro avviso, cambiato il quadro giuridico dei prodotti a base di CBD in tutti gli Stati membri dell’UE, e a seguito della sentenza le autorità hanno riesaminato la propria posizione giuridica su questi prodotti. Nel dicembre 2020, ad esempio, la Commissione europea ha dichiarato di aver rivisto la propria valutazione preliminare e di aver concluso che il cannabidiolo non dovrebbe essere considerato uno stupefacente. La Corte ha stabilito che il CBD in questione, estratto dall’intera pianta di canapa (comprese foglie e fiori), non è uno stupefacente ai sensi della Convenzione unica delle Nazioni Unite sugli stupefacenti, sulla base dello stato attuale delle conoscenze scientifiche.

Le novità di oggi nel database CosIng

Dopo la sentenza della CGUE del novembre 2020, la European Industrial Hemp Association ha chiesto un aggiornamento del database CosIng, sollecitando la revoca dei divieti relativi alla Cannabis Sativa L. (restrizione di cui alla voce II/306, la voce dell’allegato II relativa agli stupefacenti elencati nella Convenzione unica del 1961) e l’inserimento di ulteriori voci INCI (International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, la nomenclatura internazionale degli ingredienti cosmetici) nel database.

Più precisamente, l’EIHA ha chiesto alla Commissione europea di eliminare tutti i divieti relativi alle voci sulla cannabis nel database CosIng, sostenendo che la sentenza della CGUE avvalora un approccio basato sulla pianta intera: il punto 76 della sentenza conclude che il CBD in questione, estratto dall’intera pianta, non è uno stupefacente ai sensi della Convenzione unica. L’associazione ha inoltre suggerito alla Commissione di aggiungere al database CosIng una nuova voce denominata «CANNABIDIOL».

Oggi la Commissione europea ha aggiunto al database CosIng una voce per il CBD di origine naturale. Puoi consultare la nuovissima voce relativa al cannabidiolo seguendo questo link. Tieni presente che è denominata «CANNABIDIOL - DERIVED FROM EXTRACT OR TINCTURE OR RESIN OF CANNABIS» (cannabidiolo derivato da estratto, tintura o resina di cannabis).

Il CBD è stato inoltre inserito con le seguenti funzioni: Anti-Sebum (antisebo), Antioxidant (antiossidante), Skin Conditioning (condizionante della pelle) e Skin Protecting (protettivo della pelle). Si tratta delle funzioni dell’ingrediente elencate in CosIng. Qualsiasi dichiarazione relativa ai prodotti cosmetici a base di CBD deve comunque rispettare l’articolo 20 del Regolamento (CE) n. 1223/2009, che vieta di lasciar intendere che i prodotti abbiano caratteristiche o funzioni che non possiedono, e deve restare nell’ambito delle finalità cosmetiche definite da tale regolamento, senza suggerire effetti medici.

Consideriamo questo un segnale del fatto che, da oggi, il CBD di origine naturale, e non solo gli estratti di foglie di cannabis e il CBD sintetico, è riconosciuto come ingrediente cosmetico nell’UE. Poiché CosIng non ha valore giuridico, tuttavia, ogni prodotto cosmetico contenente CBD deve comunque rispettare il Regolamento (CE) n. 1223/2009 e le norme nazionali, comprese quelle relative al THC.

Siamo naturalmente molto soddisfatti delle modifiche al database CosIng e ci congratuliamo con l’EIHA e con il suo instancabile team per aver reso possibili questi cambiamenti a nome dell’intera industria europea di produzione della cannabis.

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Robin Roy Krigslund-Hansen

Robin Roy Krigslund-Hansen

Informazioni sull’autore

Robin Roy Krigslund-Hansen è il fondatore e CEO di Formula Swiss ed è responsabile della formulazione. Da quando ha fondato l'azienda nel 2013 scrive di canapa, CBD e dell'industria della cannabis. La sua prospettiva nasce dalla crescita di Formula Swiss, dal confronto con i ricercatori e dal sostegno alla ricerca sul CBD.

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