Il riconoscimento dell’infermieristica della cannabis negli Stati Uniti
Il 27 settembre 2023 l’American Nurses Association (ANA) ha annunciato il riconoscimento dell’infermieristica della cannabis (cannabis nursing) come specializzazione infermieristica. L’annuncio descriveva un campo che supporta le persone in cerca di informazioni sulla cannabis nell’assistenza sanitaria. Si trattava del riconoscimento da parte di un’associazione professionale, e non di una nuova abilitazione federale per il personale infermieristico. Le domande su dolore, stress o nausea richiedono comunque una valutazione della specifica condizione, del prodotto e delle evidenze disponibili; l’annuncio non ha stabilito che la cannabis sia un trattamento efficace per tutti e tre questi disturbi.
Un approccio informato all’assistenza ai pazienti
I pazienti potrebbero voler discutere di prodotti di origine vegetale insieme ad altre opzioni di trattamento. Questo dialogo dovrebbe tenere conto delle loro preferenze senza dare per scontato che le sostanze naturali siano più sicure o più efficaci dei farmaci di sintesi. La FDA distingue i farmaci a base di cannabinoidi approvati dai prodotti a base di cannabis non approvati. L’approvazione di determinati farmaci soggetti a prescrizione non attesta la sicurezza o l’efficacia di ogni prodotto contenente THC o CBD. La formazione infermieristica può aiutare i pazienti a comprendere queste differenze senza promettere un ritorno a trattamenti naturali intrinsecamente più sicuri.
Costi sanitari e decisioni sul trattamento
Sostenibilità economica, accesso alla consulenza e costo delle cure sono aspetti rilevanti per l’assistenza ai pazienti. Tuttavia, l’annuncio dell’ANA sulla specializzazione non ha fornito una valutazione economica che dimostri che la cannabis riduca i costi sanitari negli Stati Uniti o sostituisca i farmaci convenzionali. Né ha stabilito un profilo di rischio generalmente gestibile per ogni forma di uso della cannabis. Una discussione sui costi del trattamento richiede informazioni sulle opzioni effettivamente disponibili per il singolo paziente. Il solo riconoscimento professionale non costituisce una prova di minori costi assicurativi, di superiorità clinica o di un cambiamento nell’influenza dell’industria farmaceutica.
Responsabilità legali nella pratica clinica
L’interesse dei pazienti per la cannabis rende importanti indicazioni chiare sulle responsabilità professionali. Il National Council of State Boards of Nursing (NCSBN) spiega che la pratica infermieristica è disciplinata dalla legge sull’esercizio della professione infermieristica (nurse practice act) e dai regolamenti di ciascuna giurisdizione. Il riconoscimento di una specializzazione non modifica di per sé tali leggi né conferisce a tutto il personale infermieristico il potere di prescrivere o raccomandare la cannabis nell’ambito di un programma medico. Qualsiasi attività proposta deve essere compatibile con l’abilitazione e le competenze di chi esercita la professione infermieristica e con i requisiti applicabili. L’annuncio del 2023 non va interpretato come un’autorizzazione legale a livello nazionale al trattamento con cannabis.
Formazione sulla cannabis e standard professionali
Il riconoscimento come specializzazione dà all’infermieristica della cannabis un posto nel confronto della professione su conoscenze e pratica. Non significa che tutte le questioni cliniche siano state risolte o che ogni corso di formazione conferisca la stessa qualifica. Nel suo documento di posizione del 2021, l’ANA ha chiesto una ricerca più solida e standard di prescrizione basati sulle evidenze. Si trattava di raccomandazioni professionali, e non della prova che fosse già stato definito un sistema di dosaggio universale. La formazione dovrebbe aiutare le persone a distinguere le evidenze cliniche dalle supposizioni sull’automedicazione.
Il ruolo delle conoscenze sulla cannabis nell’assistenza infermieristica
Le conoscenze su dose, via di somministrazione, effetti attesi ed effetti indesiderati possono aiutare il personale infermieristico ad affrontare le domande legate alla cannabis nell’ambito del proprio ruolo. Il quadro decisionale dell’NCSBN sull’ambito di pratica chiede di verificare se un’attività sia compatibile con la formazione, l’abilitazione e le competenze di chi esercita la professione infermieristica, oltre che con le norme locali. Sostenere un paziente e coordinare l’assistenza con altri professionisti è diverso dallo scegliere autonomamente un trattamento. La risposta appropriata può comportare un’ulteriore valutazione o l’invio ad altri professionisti; la competenza in questo ambito non garantisce benefici per un’ampia gamma di sintomi.
Implicazioni per le politiche e la pratica sanitaria
La decisione dell’ANA è un esempio di come un’associazione professionale possa riconoscere un campo in via di sviluppo. Può alimentare il dibattito in altri Paesi, ma non ne stabilisce le norme sulla professione infermieristica né vi approva trattamenti. Il sostegno alla libertà di scelta dei pazienti espresso nell’articolo originale è una prospettiva di politica sanitaria. Mettere in pratica questo principio richiede attenzione alle responsabilità professionali locali e a ciò che i pazienti possono ragionevolmente aspettarsi sulla base delle evidenze. Né il riconoscimento professionale né le preferenze dei pazienti possono dimostrare l’efficacia di un determinato preparato.
Ridurre lo stigma attraverso un dialogo accurato
L’annuncio del 2023 ha indicato lo stigma come un problema per l’infermieristica della cannabis. Conversazioni rispettose possono lasciare spazio alle domande e alle esperienze dei pazienti senza trattare ogni affermazione come un’evidenza accertata. L’ANA ha inoltre sottolineato la necessità di ricerca clinica. La formazione continua deve quindi trattare l’incertezza e i limiti professionali insieme ai potenziali usi terapeutici. Una comunicazione chiara su ciò che è noto, su ciò che resta irrisolto e su chi è autorizzato a fornire determinate cure è fondamentale per una discussione informata sulla cannabis in ambito sanitario.